Il Giorno della Libertà

Il Giorno della Libertà

Correva l’anno 1946 quando il Re Umberto II su proposta di Alcide De Gasperi, allora Presidente del Consiglio, emanò il 22 Aprile un decreto che recitava: “A celebrazione della totale liberazione del territorio italiano, il 25 aprile 1946 è dichiarato festa nazionale”. Da quel momento La Festa per la Liberazione, istituzionalizzata nel 1949, ogni anno viene celebrata in tutte le città italiane.

In questo giorno, conosciuto anche come Anniversario della Resistenza, i cittadini italiani rendono omaggio ai Partigiani e alla loro lotta per liberare l’Italia dal governo fascista e dall’occupazione nazista.

La parola più importante da ricordare in questa occasione è “Libertà”. L’Italia è Libera! Libera da un governo barbaro e repressivo, che ci ha privato dei nostri diritti fondamentali. I nostri nonni si sono battuti duramente per un mondo migliore, fatto di pace e di serenità, in cui ognuno di noi è libero di essere chi vuole essere, di credere e di dire ciò che vuole senza avere la costante paura di essere incriminato, perseguitato o addirittura ucciso. La Festa della Liberazione è il momento in cui tutti noi, cittadini liberi, possiamo ringraziare i giovani ragazzi che, tanti anni fa, grazie ai loro ideali, al loro coraggio e alle loro battaglie, hanno costruito un’Italia diversa: la nostra Italia. Ed è anche grazie ai partigiani che l’Italia è diventata una Repubblica e che è stata scritta la Costituzione, legge fondamentale che tutela i diritti inviolabili di ognuno di noi.

Il 25 aprile è un giorno di festa, dobbiamo cantare, ballare, ridere perché sì, siamo liberi!

Il concetto di libertà molte volte viene sottovalutato o addirittura dimenticato da questa società egoista e indifferente dove ognuno pensa quasi solo al proprio tornaconto. Per questo motivo è necessario festeggiare questa giornata: per ricordare che il mondo può essere migliore di così, e che noi dobbiamo batterci affinché lo diventi. L’Anniversario della Liberazione ci ricorda che sono le persone a fare la differenza, come i Partigiani la fecero, uniti, per la libertà.

Questo lungo periodo di pace e di sviluppo economico ha portato l’uomo a dimenticarsi dell’importanza dei propri diritti. Le persone si accontentano di ciò che hanno perché pensano che la loro voce non sia abbastanza forte, ma non è così. In Italia ci sono molte cose di cui ci accontentiamo: ci copriamo gli occhi davanti ad una cattiva politica che si è instaurata da molti anni a questa parte. Dov’è finito il bene comune? Ci meritiamo davvero questa Italia o possiamo chiedere di più? Un Paese così bello ma così diviso, colmo di ingiustizie sociali, un Paese in cui l’odio e la discriminazione hanno preso il sopravvento.

Per concludere voglio riportare una frase del partigiano italiano Germano Nicolini: “Noi sognavamo un mondo diverso, un mondo di libertà, un mondo di giustizia, un mondo di pace e di serenità”.

Il 25 aprile tutti noi dobbiamo cantare l’inno che incarna la lotta dei partigiani, in onore e in ricordo del loro sacrificio per restituire agli italiani la libertà. Una canzone del popolo, apartitico: “Bella Ciao”, il canto della resistenza.

“E questo è il fiore del partigiano morto per la libertà!”.

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